Capitolo 1 – La Profezia del Lupo-Drago
Amara
La notte si stende davanti a me, senza fine, un mare di oscurità, un blu profondo che sembra inghiottire tutto ciò che esiste. Una nebbia nera aleggia sulle rovine del tempio, una presenza palpabile, come se l'aria stessa ricordasse ciò che è accaduto qui, in un'epoca passata. Il vento è debole, ma porta con sé l'eco di un passato dimenticato, una preghiera sussurrata dalle pietre per secoli.
Cammino in testa, il passo misurato, le dita strette sul pomolo della mia spada. Anche se ogni rovina intorno a me mi evoca una parte del mondo che sfugge al mio controllo, non mi fermo. So perché sono qui, so che questo tempio nasconde la chiave del mio futuro. Non si torna indietro. Siamo arrivate troppo lontano, troppo in profondità in questa ricerca per fare marcia indietro. Dobbiamo andare avanti.
Selene cammina al mio fianco, silenziosa, i suoi occhi argentati che scrutano ogni angolo del tempio, ogni fessura nei muri. Sembra percepire ciò che provo. C'è qualcosa qui, qualcosa che vibra nell'aria, un calore insopportabile che sale dalle pietre. Lei sa, proprio come me, che non è un caso se siamo qui, in questo luogo dove l'energia sembra quasi viva. L'atmosfera è satura di magia antica, una forza che ho l'impressione di poter toccare.
Thalia, dietro di noi, è più impaziente. La sua nervosità si esprime nel tintinnio dei suoi stivali che sfregano contro i ciottoli. Non comprende ancora l'importanza di questo luogo, l'importanza di ciò che cerchiamo. Lei è sempre nell'azione, pronta a combattere, ma so che, prima o poi, dovrà accettare che il potere non è sempre una questione di forza bruta.
Mi fermo davanti a una porta massiccia, fatta di pietra nera, incisa con rune antiche, cancellate dal tempo. Ma brillano leggermente, come un invito. Un calore soprannaturale si sprigiona da essa, e lo sento fin dentro le ossa. Le mie mani si tendono istintivamente verso le rune, ma prima che io possa toccarle, un ruggito spezza il silenzio, un grido profondo che fa tremare il suolo sotto i nostri piedi. L'aria si carica di un'energia elettrizzante.
Thalia – «Che cos'è…?»
Non ho tempo di rispondere. La porta esplode in un fragore assordante, squarciandosi sotto l'impatto di una forza invisibile. L'aria intorno a noi diventa improvvisamente insopportabile, un calore schiacciante, come se qualcosa di antico e potente si fosse appena risvegliato. Un soffio caldo ci avvolge mentre l'oscurità dietro la porta sembra animarsi. Avanziamo, incapaci di resistere al richiamo, il nostro destino che ci guida più saldamente della nostra ragione.
Quando entriamo nella stanza interna, una sagoma imponente si erge davanti a noi. Un lupo, ma non un semplice lupo. Il suo pelo è nero, cosparso di squame d'oro scintillanti. I suoi occhi, due fiamme gialle, ci fissano con un'intensità gelida. Non è una bestia come le altre. È qualcosa di molto più antico, una fusione tra lupo e drago. Un essere mitologico.
L'aria sembra congelarsi. Ogni movimento è sospeso. Rimaniamo lì, immobili, sotto lo sguardo di questa creatura colossale. Poi, un mormorio si leva, una voce profonda che vibra fin dentro le mie ossa.
Eryx – «Chi osa turbare il mio sonno?»
Il suo sguardo mi trafigge, e una pressione invisibile mi stringe la gola. Lo fisso, determinata. Questo essere, questo Eryx, è solo un ostacolo in più. Lo sento, una magia antica nell'aria, una potenza grezza che ho sempre saputo esistere, ma che non avevo mai incontrato faccia a faccia. Sono pronta.
Stringo i denti e parlo con voce ferma, anche se dentro di me l'adrenalina sale, la paura si mescola al fascino.
Amara – «Noi siamo le eredi della profezia. Le regine di questo mondo spezzato. E tu, Eryx, sei la nostra chiave.»
Lui ride, un suono rauco, privo di ogni calore, una derisione palpabile nelle sue labbra. Si raddrizza, la sua silhouette diventa ancora più imponente. Una presenza che mi fa dubitare per un istante. Non posso negare che la sua magia mi tocchi, mi sconvolga, ma non cederò. Lui non mi conosce ancora. Non abbiamo ancora mostrato la nostra forza.
Eryx – «Una chiave, dici? E cosa fareste di questo potere, mie care regine? Credete di poterlo maneggiare? Comprenderlo?»
La sua voce è un rombo sordo, una sfida. Si avvicina a noi, la sua mole imponente che mi sovrasta, il suo alito pesante che mi avvolge. Ma non indietreggio. Né io, né le altre. Sento il calore di una forza nuova dentro di me, pronta a esplodere.
Selene, calma, rompe il silenzio. Parla con un'assicurazione gelida, ma una scintilla d'inquietudine brilla nei suoi occhi. Sa che non siamo pronte a capire tutto. Non è solo una questione di potere.
Selene – «Sappiamo che sei più di un semplice mostro, Eryx. Ma tu non vedi tutta la verità.»
Il suo sguardo non si stacca da quello di Eryx, ma una tensione palpabile si crea tra loro. Eryx si avvicina a Selene, le sue mani che scivolano tra i suoi capelli, come se volesse testare la sua reazione. E all'improvviso, un'energia quasi elettrica mi attraversa, mi fa rabbrividire. È molto più che magia. È un desiderio inconfessato che si insinua tra noi. Non è più solo una questione di potere. È più intimo, più profondo.
Eryx – «Vuoi giocare, Selene?»
Il brivido è quasi insopportabile. Sento questa attrazione tra loro, questa tensione invisibile che si estende, si intensifica.
Thalia, visibilmente infastidita dall'atteggiamento di Eryx, si lancia su di lui in un lampo di rabbia. La sua velocità è fulminea, ma Eryx è più rapido. Con un semplice gesto, afferra i suoi polsi e la immobilizza con una facilità sconcertante. La guarda negli occhi, un bagliore di malizia nei suoi.
Eryx – «Vuoi dimostrare il tuo valore, Thalia?»
Le osservo, il cuore che batte più veloce. La magia che mi invade sembra reagire al suo potere. Un calore, un'attrazione, una sensazione che mi destabilizza per un istante. Ma non lascio trasparire nulla. So che siamo a una svolta. Una verità nasce in me: non c'è più ritorno. Siamo intrappolate in questa tela, con lui, e dobbiamo andare avanti.
Mi faccio sentire. La mia voce è ferma, ma qualcosa nel mio tono tradisce un sentimento che fatico a controllare. Un'attrazione, un desiderio.
Amara – «Non è ciò che vogliamo, ma ciò che dobbiamo fare.»
Faccio un passo avanti, una mano che si posa sulla spalla di Eryx, e un brivido mi attraversa, uno strano miscuglio di potenza e paura. Tutto qui è bruciante. Tutto qui ci consuma. So che nessuna di noi potrà mai tornare alla normalità. Il destino è segnato. Ci distruggerà, ma ci plasmerà anche.
Eryx – «Allora dimostrate ciò che valete.»
Sento che tutto sta per precipitare in questo istante. La magia tra di noi si risveglia. Questo legame, questa promessa, forse ci distruggerà, ma ci ricostruirà anche.