CAPITOLO DODICI Oleg «Ehi, grazie, amico» disse Flynn quando venerdì sera misi giù il pesante amplificatore sul palco di un birrificio. Quasi me ne andai senza ascoltarlo – come avrebbe fatto il vecchio me – ma poi mi voltai e annuii. Story mi stava cambiando. Mi stava riportando al mondo dei vivi. A comunicare. A dare e a ricevere dalle persone che mi circondavano. Una cosa semplicissima eppure profonda. Fui ricompensato con un grande sorriso uguale a quello di Story. Avevo portato Story al concerto degli Storyteller, e tutta la banda era venuta per sicurezza, ma Ravil credeva che Story e io fossimo al sicuro ora. Secondo Dima, tutto l'interesse per me era calato dal dark web. Là fuori non c’erano più contratti che mi coinvolgevano. Avevo risposto sia a Kuznec, il nuovo pachan di Mos


