Story Oleg mi spinse contro la fiancata della sua Denali, premendo l’enorme corpo contro il mio. Con la bocca mi trovò il collo, e mi morse, insinuandomi la coscia tra le gambe per farmi strofinare. «Hai intenzione di darmelo di nuovo duro?» chiesi senza fiato. Le sue grandi mani mi afferrarono il culo e mi ringhiò nell'orecchio. Ero già calda per lui: esibirmi mi arrapava e lo stesso mi provocava sedermi sulle sue ginocchia nelle pause. Adoravo come mi sentivo a essere reclamata da lui. Mi sollevò per i fianchi e mi si strofinò addosso; il rigonfiamento del cazzo premette proprio contro il mio punto debole. «Promesso?» chiesi. Ridacchiò. La prima risatina che avessi mai sentito da lui. Poi mi fece scendere delicatamente, mi aprì la portiera e mi sollevò – non mi aiutò – mi sollevò


