Storia di Adolfo Albertazzi
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Adolfo Albertazzi

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Parvenze e sembianze
Aggiornato il Apr 20, 2023, 02:20
"La corte di Carlo primo d’Angiò dopo la strage di Tagliacozzo e poscia che da un colpo di scure fu troncata l’adolescente baldanza di Corradino di Svevia, fioriva di nobili donne e baroni e cavalieri e splendeva in magnificenza di conviti, danze, tornei e feste mai piú vedute. Ad una di tali feste messer Bertramo d’Aquino, che tra i cavalieri del re aveva lode di singolare valore e cortesia, conobbe la moglie di messer Corrado, suo amico di molti anni, la quale era bellissima donna e si chiamava Fiola Torrella; e cominciando egli subito a vagheggiarla, in breve se ne innamorò di guisa che non poteva pensare ad altro".Parvenze e sembianze di Aldolfo AlbertazziAdolfo Albertazzi (Bologna, 8 settembre 1865 – Bologna, 10 maggio 1924) è stato uno scrittore italiano. Fu discepolo, amico e biografo di Giosuè Carducci. Fu insegnante a Mantova, a Foggia ed infine all'istituto Pier Crescenzi di Bologna. Narratore fecondo, vide la sua opera esaltata da alcuni e criticata da altri. Di lui Papini scrive "uno dei pochi prodigi della vivente letteratura italiana"; Luigi Russo lo giudica "Narratore ricco di ingegno e di cultura e di nobilissime intenzioni, ma povero di temperamento". Scrisse romanzi, racconti sullo stile di Maupassant, saggi critici e libri per l'infanzia. Curò l'edizione di opere di Carducci, Tommaseo, Oriani, Tassoni, oltre che raccolte di novelle in cui mostra, nell'ambito del gusto verista, un particolare spirito ironico e felici momenti lirici.Collaborò assiduamente a Il Resto del Carlino e fu figura centrale del cenacolo carducciano a Bologna. È sepolto alla Certosa di Bologna, nel Chiostro VI, nello spazio di raccordo nord-ovest con il Recinto dei Sacerdoti.
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Parvenze e sembianze
Aggiornato il Apr 17, 2023, 19:10
Adolfo Albertazzi è stato un fine romanziere, uno scrittore di ingegno e cultura e nell'ambito delle novelle ha espresso un particolare spirito ironico e felici momenti lirici. "Parvenze e sembianze" ne esprimono una prova concreta e limpida frutto della sua fecondità letteraria.
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Top
Aggiornato il Apr 13, 2023, 23:05
— Top!Il cane seguitò per la sua strada, proprio opposta a quella da cui veniva il padrone — Prospero Marzioli — nel tornar a casa.— Top!Al secondo più forte richiamo il bracco dovè ricordarsi del castigo meritato altra volta facendo il sordo: una schioppettata della quale, più che pallini, gli restava addosso una gran paura. Piegò il capo; si fermò un istante, quasi a riflettere; poi accorse. E dimandava grazia con la coda e con gli sguardi. Se non aveva da temer lo schioppo — perchè si trovavano in paese —, c’era il bastone non meno spaventevole a rammentarne i colpi; e a vederlo già alzato — misericordia! — si comportò come soleva in tale pericolo. Una tattica tutta sua: s’abbatteva in terra supino, le gambe piegate e rattratte.Adolfo Albertazzi (Bologna, 8 settembre 1865 – Bologna, 10 maggio 1924) è stato uno scrittore italiano. Fu discepolo, amico e biografo di Giosuè Carducci. Fu insegnante a Mantova, a Foggia ed infine all'istituto Pier Crescenzi di Bologna. Narratore fecondo, vide la sua opera esaltata da alcuni e criticata da altri. Di lui Papini scrive "uno dei pochi prodigi della vivente letteratura italiana"; Luigi Russo lo giudica "Narratore ricco di ingegno e di cultura e di nobilissime intenzioni, ma povero di temperamento". Scrisse romanzi, racconti sullo stile di Maupassant, saggi critici e libri per l'infanzia. Curò l'edizione di opere di Carducci, Tommaseo, Oriani, Tassoni, oltre che raccolte di novelle in cui mostra, nell'ambito del gusto verista, un particolare spirito ironico e felici momenti lirici. Collaborò assiduamente a Il Resto del Carlino e fu figura centrale del cenacolo carducciano a Bologna. È sepolto alla Certosa di Bologna, nel Chiostro VI, nello spazio di raccordo nord-ovest con il Recinto dei Sacerdoti.
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In faccia al destino
Aggiornato il Apr 7, 2023, 00:42
Ero da pochi giorni a Valdigorgo, e già deluso nel tentativo estremo per cui mi ero trasportato da Molinella, alla casa dell'amico Moser, alle Prealpi.Non avevo avuto la speranza che l'aria di lassù mi purificasse lo spirito; soltanto avevo pensato che la famigliarità con gente di cuore potrebbe scuotermi il cuore. Tre anni innanzi, quando combattevo i primi fieri assalti del nemico insorto in me, non avevo attinto lassù, nuove forze alla resistenza? là non avevo provato il sollievo di lunghe tregue?Claudio Moser con animo aperto e affetto antico; Eugenia, sua moglie, con la bontà che io non sapevo paragonare se non alla bontà di mia madre; le figliole — Marcella e Ortensia — soavi e liete; il piccolo Mino, instancabile al trotto delle mie ginocchia, quante volte parlandomi nella memoria mi avevano chiamato a loro, come in porto e a rivivere!
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Novelle umoristiche
Aggiornato il Mar 30, 2020, 19:46
Il suicidio del maestro Bonarca La giocatrice Doni nuziali Dall"Eldorado Il cappello del marito Efficacia d"una giarrettiera La fortuna di un uomo Una "scampanata" Il polso Come fini la modestia L"entusiasta punito L"agnello Il falcone In Arcadia Adolfo Albertazzi (Bologna, 8 settembre 1865 – Bologna, 10 maggio 1924) è stato uno scrittore italiano. Fu discepolo, amico e biografo di Giosuè Carducci. Fu insegnante a Mantova, a Foggia ed infine all"istituto Pier Crescenzi di Bologna. Narratore fecondo, vide la sua opera esaltata da alcuni e criticata da altri. Di lui Papini scrive "uno dei pochi prodigi della vivente letteratura italiana"; Luigi Russo lo giudica "Narratore ricco di ingegno e di cultura e di nobilissime intenzioni, ma povero di temperamento". Scrisse romanzi, racconti sullo stile di Maupassant, saggi critici e libri per l"infanzia. Curò l"edizione di opere di Carducci, Tommaseo, Oriani, Tassoni, oltre che raccolte di novelle in cui mostra, nell"ambito del gusto verista, un particolare spirito ironico e felici momenti lirici. Collaborò assiduamente a Il Resto del Carlino e fu figura centrale del cenacolo carducciano a Bologna. È sepolto alla Certosa di Bologna.
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