VII. Rapsodia marina Camminava lentamente sulla sabbia con il vento salato, il dolce mormorio delle onde e l’incredibile bellezza del cielo inondato di stelle. L’acqua era ancora fredda, ma Serena si abituò in fretta. Piccole conchiglie le graffiavano i piedi giusto per tenerla sveglia. Sperava di non perdersi ed allo stesso tempo il pensiero era invitante. Si stava finalmente rilassando. Il mare era scuro e meraviglioso, calmo come una carezza. Le onde baciavano i suoi piedi allentando dolori e stress di tante settimane. Acuta, amara, dolce solitudine. Come sarebbe stato, non svegliarsi mai più? Non tornare più nel mondo reale... Una notte per l’eternità. Per sempre. Si chiedeva come viveva la gente in quei posti. Era un mistero per lei: come svegliarsi ogni giorno con davanti il mar

