A CENA CON IL DIAVOLODannazione a lui. Dannazione. Dannazione. Dannazione. Liz si guardò nello specchio e aggrottò le sopracciglia. Era imbarazzata al pensiero delle mani dell’uomo su di sé e adesso doveva incontrarlo. Come avrebbe potuto anche solo guardarlo negli occhi? Rifiutando ancora le scarpe che le erano state offerte, scese a piedi nudi nella sala. Indossava la tunica color cremisi che era un po’ troppo accesa per i suoi gusti. Dove diavolo era la sala in quella mostruosità di casa? Ce n’era solo una o dieci? E come avrebbe capito di essere in quella giusta? Che furba, Liz, te ne accorgerai perché ci sarà lui ad aspettarti. Avrebbe voluto mettere a tacere la sua mente: stava diventando matta a causa dei suoi stessi pensieri. Alla fine, la mela non cade lontano dall’albero

