Spulciai con le dita tra i biglietti infilati in una busta della Questura di Torino. Evidentemente erano stati oggetto di sequestro. Come sentivo la mancanza di Meucci. Quando a capo della omicidi c’era lui si collaborava spesso nelle indagini. Inoltre, avevo sempre accesso ai loro uffici e anche a qualche informazione di natura confidenziale. Ma tutto era cambiato ormai da qualche anno. Avrei potuto chiedere a Favaro, a Bellavista o a qualche altro amico della squadra mobile. Forse. Ci avrei pensato. Una cosa era certa. I cari e vecchi colleghi, in quasi un anno di indagini, non avevano scoperto nulla. E questo era un dato di fatto. Mi rimisi al centro della stanza con le mani sui fianchi. Mi guardai attorno sospettoso. Avevo l’impressione che mi sfuggisse qualcosa. Tolsi i cassetti da

