«Ci pensi mai, Ale?» Lui si sedette e si infilò un pezzo di grissino con del prosciutto crudo in bocca. Lo gustò guardandomi e poi rispose. «Sempre.» Si slacciò la cravatta e fece un sospiro. Bevve ancora e poi continuò. «Non passa notte che io non ripiombi in quell’inferno Mauri. È quasi una maledizione. Rivivo la rapina in banca come al rallentatore, vedo i rapinatori entrare, le persone che urlano, sento sparare un colpo e senza accorgermi mi ritrovo a estrarre la pistola e a sparare a uno di loro, quello più vicino a me.» Anche io mi siedo e aspetto che continui. «Anche lo psicologo dice che ci vorrà molto tempo.» Dovevo farlo reagire subito. Che coglione ero stato a ricordare quel tragico evento. Riempii nuovamente i bicchieri e brindammo da vecchi amici. «L’importante è che t

