«Immagino.» Meucci guardò Scarpelli e La Porta che non intervenivano. Gettò il bicchiere di carta nel cestino e tornò verso il suo ufficio. «Tra mezz’ora riunione del personale. La pacchia è finita!», esplose senza nemmeno girarsi. La Porta guardò l’ora. Erano le due meno un quarto. Esattamente quindici minuti e sarebbe finito il loro turno. «La vedo male ragazzi.» Scarpelli guardò Federico, poi quasi bisbigliò. «Sai cosa ci aspetta, vero?» Federico sospirò e riprese. «Come no. Che qui ci rimettiamo le tende!», disse, allontanandosi innervosito. Nel frattempo era rientrata l’agente Mancini che, ignara della tensione venutasi a creare in ufficio, fece una battuta che non trovò eco. Sentendosi osservata si rabbuiò immediatamente e, avvicinatasi a Favaro, gli sussurrò qualcosa all’or

