VIŠatov stava in piedi vicino alla sua porta chiusa e tendeva l’orecchio verso la scala; all’improvviso fece un balzo all’indietro. - Viene qui! Ci avrei scommesso! - susurrò infuriato - Ora non riusciremo a liberarcene fino a mezzanotte! Si sentirono vari pugni contro la porta. Si sentì la voce del capitano che urlava: - Šatov! Šatov, amico mio… apri! Io sono qui per salutarti Per dirti che il sole s’è levato Che con i suoi raggi tutto illumina Vengo a dirti che sono sveglio Che il diavolo ti porti Sono proprio sveglio, sotto i rami… Come sotto i bastoni, ah! Ah! Ogni uccelletto ha sete Ti dico che me ne andrò a bere A bere… a bere… non so che cosa… Ma al diavolo la stupida curiosità! Šatov, ma tu lo capisci quanto è bello stare al mondo? - Non rispondete! - mi sussurr

