VLa porta dei Lebjadkin era solo socchiusa, e noi entrammo senza problemi. L’appartamento consisteva in due stanzette, piccole e sporche, con i muri anneriti dal fumo e con la tappezzeria talmente logora che cadeva letteralmente a brandelli. Un tempo era stata una bettola, finché Filippov, il padrone, ne aveva fatto un’altra abitazione. Le altre stanze che avevano fatto parte della bettola erano chiuse e solo quelle due erano state affittate a Lebjadkin. Come mobili c’erano solo delle panche e qualche tavola fatta di assicelle, oltre a una poltrona alla quale mancava un bracciolo. Nella stanza accanto, in un angolo c’era un vecchio letto con una coperta di cotone che era appartenuto a mademoiselle Lebjadkina; quanto al capitano, questi spesso dormiva a terra con i vestiti che

