24 Il turchino del cielo avvolgeva le case rosate del centro storico. La chiesetta di Santa Lidia purpuraria spandeva attorno a sé rimembranze d’un tempo passato. Bonanno scampanellò alla porta di Rosalia. L’assistente sociale non si aspettava quella visita e s’era messa in libertà, indossando una tuta da ginnastica color crema che ne risaltava il roseo incarnato. “Saverio, che bella sorpresa.” “Posso entrare?” Lei sembrò notare il suo abbattimento. “E lo chiedi pure? Dai, vieni dentro, ma non fare caso al disordine” gli fece strada precedendolo nel salottino, dove aveva acceso una candela profumata all’essenza di sandalo, fiori, miele, resine. Lui la seguì mogio mogio. “Ti faccio un caffè.” “Meglio qualcosa di più forte.” “Ho della grappa.” “Piglia un bicchiere pure per te.”

