21 La sua guerra Mishna la combatte ogni giorno, lontano dalla propria terra, schiavo tra gli schiavi, prigioniero della sua stessa gente. Valon Berisha non è mai in ritardo, ma stasera non arriva. I ragazzini aspettano in silenzio. Hanno fame. Il mare all’orizzonte è una lingua scura che muggisce alla luna. Mishna ha conservato un tozzo di pane. La sua riserva per la notte. Argjan non piange più, singulti soffocati gli muoiono in gola, gli occhi spenti guardano e non vedono. Mishna gli allunga qualcosa da mangiare, lo imbocca a forza. Argjan morde il pane secco, ha smesso di singhiozzare. Gli occhi si perdono lontano. Valon arriva trafelato. È in ritardo di due ore. Un guasto al furgoncino lo ha trattenuto, ha cercato di ripararlo senza riuscirci, per riportarli a casa guida un’auto d

