20 Cosa rimane di una creatura quando l’alito vitale che ne alimenta i giorni fugge via? Cosa rimane di un essere umano quando la morte risucchia forme e colori e lascia un guscio vuoto? Di Cristenzio e Domitilla rimaneva la prorompente nudità, platealmente esposta agli sguardi estranei che frugavano nella loro intimità offesa alla ricerca di risposte. Fusi insieme nell’amplesso supremo, i loro corpi giacevano abbracciati, mollemente abbandonati. Sembrava dormissero, ma sulla pelle chiara si allargavano fiori scuri. I grumi di sangue attorno ai fori delle pallottole assomigliavano a petali di rose nere. Rose avvizzite. Erano stati colti di sorpresa. La morte era arrivata con precisione, colpo dopo colpo. Non si erano difesi, non ne avevano avuto il tempo. Si erano stretti l’uno all’altro

