19 Nella Montanvalle l’aria stagnava immobile, avvolgendo di pulviscolo i pruni e i mandorli in fiore. I greggi pascolavano lenti tra gli ulivi saraceni. Bonanno rimirava il bigliettino di Rosalia e si rimescolava. Diavolo d’una donna. A Rosalia, come a sua mamma, non difettavano le doti sbirresche. Sorrise ammirato e intrigato. L’avrebbe chiamata al più presto. Si sentiva in pace col mondo e con se stesso. Vanni Lenticchio dovette ringraziare quel soave stato d’animo se il maresciallo rinunciò ai suoi soliti modi spicci e lo convinse con le buone a riprendersi i cuccioli. “Alla Compagnia non servono cani mascotte, Lentì, devi ripigliarteli.” “Questa offesa non la meritasse la mia persona.” “Senti, Lentì, apprezzo il gesto, ma davvero, non è possibile tenerli. Arrivò pure il nuovo capi

