GLI STATI GENERALE DELLE DONNE
Dal 5 dicembre del 2014 le donne che vivono in Italia si sono unite trasversalmente per offrire soluzioni e presentare progetti utili e proposte concrete, a partire da sé e dalla propria esperienza.
Sono nati per questo gli Stati Generali delle donne, un confronto spontaneo, innovativo, aperto al pubblico che da Roma si sono poi svolti in tutte le Regioni italiane in uno scambio di best practices e di abstract su differenti temi con raccolta e pubblicazione on line per tutto il 2015, per dare spazio alla componente femminile, valorizzarla e darle voce.
A Roma hanno presentato dati importanti, frutto di un lungo lavoro di due anni, condotto nei territori italiani con due rilevanti iniziative, a cura di Isa Maggi, rispettivamente intitolate ‘Donne che resistono’ e ‘Donne che ce l'hanno fatta’, oltre ad evidenziare i dati di esperienze europee, nazionali, regionali e locali a confronto, di rilevante interesse sociale, culturale ed economico.
È stato proposto un nuovo modello di sviluppo per uscire dalla crisi con la forza delle donne. Dai dati è emerso che, nei periodi difficili, le donne creano lavoro e combattono in modo positivo con idee che possono rivoluzionare la gestione del territorio. Si deve ripartire non da semplici ricette, ma da interventi legislativi ed economici che abbiano alla base valori etici che possano ricostruire un’economia sociale e finanziaria che sia sostenibile nel rispetto delle esigenze e delle politiche di genere. Una nuova visione di leadership è quindi quella emersa negli Stati Generali delle donne che ha elaborato un documento che è stato presentato alle autorità sia nazionali che internazionali con proposte e progetti concreti per i bisogni reali e quotidiani del territorio.
Le donne partecipanti, tantissime in ogni Regione, hanno manifestato passione, competenza, determinazione, tenacia, voglia di mettersi in gioco e un impegno per il potere e per il saper fare che è spirito di servizio a favore della società in tutti i settori dalla gestione dei beni culturali, alle nuove tecnologie, alle politiche di immigrazione, alle soluzioni per la logistica, i trasporti, per una sanità migliore, al turismo sostenibile e alla blue economy, con nuove soluzioni partecipative. Diversi i temi trattati in ogni Regione: democrazia paritaria, lavoro imprese/start up, donne&politica, stili di vita, giovani donne, confronti tra generazioni, donne&territorio, comunicazione, innovazione, nuove tecnologie, i processi di integrazione, le famiglie migratorie, leadership, politiche ed azioni intorno Mediterraneo, cambiamento, potere, creatività, fragilità economica e sociale, sport, formazione/educazione, sostenibilità. Al centro il tema del lavoro.
Ogni Regione ha fatto emergere le proprie specificità e le proprie criticità.
Il lavoro delle donne, costituisce una importante risorsa culturale per la costruzione di identità, memoria e appartenenza sociale. Attraverso il processo del lavoro si radica il proprio vissuto di donna in uno specifico contesto storico geografico perché il lavoro delle donne nasce dalla tradizione, dalla fantasia, dalla passione, dall’amore e si fa, con l’innovazione, nuova economia.
Oltre agli incontri svolti in tutte le Regioni sono stati realizzati due appuntamenti internazionali svolti a Milano durante il 2015.
Il primo appuntamento internazionale per le imprese femminili italiane si è svolto a #Milano in Feeding the Future Creating Momentum il 25 e 26 giugno 2015 presso Palazzo Lombardia. Sono state due giornate di riflessione e di rappresentazione del #madeinwomanmadeinitaly. Il tema affrontato è stato il processo per sostenere il cambiamento in atto, nell'economia della crisi e nelle politiche oltre l'austerità. Il secondo tema è stato il modello mediterraneo di creazione di impresa e la creazione di imprese sostenibili nei paesi del Mediterraneo, teorie, strumenti e casi di successo.
Il secondo incontro internazionale si è svolto sempre a Milano il 26, 27, 28 settembre,la “Conferenza Mondiale delle donne, Pechino vent'anni dopo” a venti anni esatti dalla piattaforma di Pechino.
Tre giornate intense di riflessione durante le quali è stata redatta la Carta delle donne del mondo.
Alla Conferenza Mondiale hanno partecipato 981 persone in rappresentanza di 35 paesi, ambassador Regina Tchelly dalle Favelas di Rio de Janeiro.
Ogni donna è depositaria di pratiche, conoscenze, tradizioni legate al cibo, che è stato il tema di Expo 2015. Ma Expo 2015 non è stato solo cibo ed esso è stato declinato intorno al tema del lavoro, della cultura, delle identità territoriali, della biodiversità e della tutela e cura della Madre Terra. Ampio spazio è stato dato alle donne di tutto il mondo per riflettere su cosa è successo nei vent'anni che separano da Pechino 1995, per delineare proposte, per disegnare prospettive di futuro e di cambiamento vero e soprattutto costruire politiche per ridare il lavoro alle donne, nell'economia della crisi.
Quali gli step futuri?
Da Expo 2015 verso Matera 2019, capitale europea della cultura, verso il Mediterraneo e l’Africa.
La risposta che le donne stanno dando alla crisi con il loro impegno nel fare impresa è un fatto che rassicura sul futuro. Si sta delineando un nuovo modello di sviluppo, che va analizzato e sostenuto attraverso confronti e approfondimenti, per cercare la soluzione vincente.
Gli Stati Generali delle Donne chiamano a raccolta donne che credono in se stesse, che hanno una visione del futuro e che si impegnano a realizzarlo mettendo insieme le forze. Le opportunità ci sono, soprattutto in settori come il turismo, l’accoglienza, la cultura, il cibo, la nuova agricoltura, l’economia verde, i servizi alla persona, la manifattura che deve tornare ad essere un settore trainante, in un’ottica di sostenibilità. I nuovi settori di attività sono veri e propri giacimenti di ricchezza.
I dati dicono che le donne, probabilmente, lo hanno capito e si stanno dando da fare.
È un dovere dovere creare le condizioni per sostenerle, con attività di erogazione di servizi reali, sostegno all’aggregazione e alla costruzione di filiere per innescare processi di internazionalizzazione e con politiche del credito attente alle esigenze delle imprese femminili.
Appuntamento dal 20 al 23 luglio a Milano nell'evento mondiale del Campus Party dove saranno presenti le imprese del #madeinwomanmadeinitaly.
L’impegno: siglare con il Governo il Patto per le donne.
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