Sebbene, sulle abitudini rilassate di Tacchino, io avessi le mie personali opinioni, per quanto concerne Pinzette ero persuaso che, quali potessero essere i suoi difetti in altri campi, egli fosse un giovane assai morigerato. Infatti si sarebbe detto che la natura stessa avesse pensato lei a propinargli lo spirito, e che, alla nascita, gli avesse versato in corpo una natura così alcoolica da rendere inutile ogni successiva libagione. Quando ricordo come, nel tranquillo silenzio del mio ufficio, Pinzette improvvisamente balzasse dalla sedia e, curvandosi sul tavolo, spalancasse le braccia, afferrasse il tavolo, e lo muovesse, e lo sbattesse a destra e a sinistra, imprimendogli il sinistro moto di une macina, quasi il tavolo fosse dotato di una perversa volontà personale, e non mirasse ad al

