Quarantotto

1267 Parole

Sbuffo guardando la salita ancora immensa davanti a me, stiamo camminando da ore eppure la meta sembra ancora così lontana. Poggio le mani sulle ginocchia e respiro profondamente un paio di volte, fisicamente provata dopo una mattinata intera di escursione. Damiano si gira verso di me accorgendosi che mi sono fermata solo dopo qualche metro, e in tutta risposta ride mentre torna per aiutarmi. «Vuoi una mano?» Mi chiede per primo Daniele, già di fianco a me, porgendoli il braccio e offrendomi di aggrapparmi ad esso. Faccio per accettarlo ma prima che possa farlo Damiano si mette in mezzo, prendendomi prepotentemente una mano e tirandomi verso di lui. «Ma te sei sempre 'nmezzo?» Sbotta rivolgendosi al mio amico, che se ne sta ancora col braccio a mezz'aria e un'espressione rassegnata

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