Mi stringo nella giacca per il freddo mentre i ragazzi fumano, con un buco nello stomaco che la zuppa inglese che ci hanno dato per cena non ha decisamente colmato. Abbiamo camminato tutto il giorno quindi come minimo mi aspettavo un pasto sopra le mille calorie, e invece mi sono dovuta accontentare di liquidi caldi che hanno solo tamponato la fame che mi sta divorando dall'interno. Inoltre ci sono pochissimi gradi sopra lo zero, neanche il mio giubbotto più invernale riesce ad evitarmi di tremare dal freddo, quindi tiro un sospiro di sollievo quando anche Ethan si butta il mozzicone della sigaretta alle spalle, segno che possiamo finalmente entrare. Notando la mia condizione mentre varchiamo la soglia d'entrata dell'albergo Damiano mi prende le mani nelle sue e comincia a strofinarle,

