Daniele arriva dopo quindici minuti, e quando salgo sulla sua auto tirando un sospiro di sollievo lui mi accoglie sorridendo, senza chiedermi perché e senza lamentarsi dell'orario. Nel tempo che impiega ad arrivare non c'è ancora nessuna traccia di Damiano, non legge neanche i miei messaggi e io ne ho davvero abbastanza. «Stai bene?» Mi chiede il mio amico, vedendomi ammutolita con la testa poggiata al finestrino. «No» Soffio semplicemente, e lui sembra aver paura di chiedermi troppo. «Ne vuoi parlare?» «Preferirei di no» Dico nuovamente, stavolta però gli sorrido sinceramente perché ho bisogno che sappia quanto apprezzo il suo esserci sempre per me. Dopo dieci minuti di tragitto arriviamo a casa, e so che dovrei sentirmi sollevata ma sento solo una grande tristezza addosso? «Hai

