III.

2516 Parole

III.All’angolo tra boulevard e rue du Faubourg-du-Temple, al quinto piano e alla finestra d’un abbaino che guardava nel cortile, in un giorno sereno di gennaio, quindici giorni dopo il colloquio del capitano Williams e di Colar, una giovinetta lavorava assiduamente davanti un tavolo sovraccarico di merci e di utensili necessari alla confezione dei fiori artificiali. Poteva avere sedici anni: era grande, snella, bianca come un giglio, con capelli neri e labbra che le avevano guadagnato il soprannome di Cerise nella fabbrica di fiori dove aveva compiuto il noviziato. Cerise aveva socchiuso la finestra per lasciare entrar un raggio di sole, e, pur continuando a lavorare, la bella brunetta canticchiava una romanza d’Alfredo Musset allora in gran voga. «Via», disse con un sorriso di orgogliosa

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