XX.Lasciamo per un istante Cerise e torniamo a Fernand Rocher, che abbandonammo nell’istante in cui gli agenti di polizia lo trascinarono fuori dalla camera di Baccarat. Tanti strani avvenimenti si erano succeduti da ventiquattr’ore per il giovane sventurato, al punto tale ch’egli credette d’essere in preda a un orribile sogno: ma i domestici della cortigiana, accorsi al rumore, lo convinsero ch’egli era più che sveglio, e il suo non era un sogno, ma una tristissima realtà. Dominato per un istante dal sentimento della propria innocenza, tentò di svincolarsi, ma erano in tre, e il commissario gli disse severamente: «Signore, la vostra resistenza è completamente inutile e aggraverebbe la vostra posizione complicandola con un atto di ribellione. Credetemi, è nel vostro interesse». Fernand c

