57 Sono l’ultimo a uscire dalla casa, accompagnato da Teresina. È passata mezz’ora. Sovreccitata e frenetica, Teresina ha regnato per tutto il tempo sul gruppo di persone che si accalcava intorno al tavolo su cui si svolgevano gli uffici amministrativi e i riti sanitari. Ha dapprima incaricato la sempre più attonita collega di Rigamonti di fornire le prime cure alla mia mano, mentre si dava dattorno a cercare sedie per i pompieri e per i poliziotti, intanto che l’ombroso Rigamonti si era lasciato cadere su un divano ricoperto da un telo dai grandi fiori colorati. Poi, dopo aver passato un panno di spugna sul tavolo coperto da una tela cerata a quadri bianchi e verdi, ha cavato da chissà quale cilindro otto tazzine che in capo a pochi minuti sono state riempite di fumante caffè. A me no

