52 Io non ho mai creduto alla storia della fortezza di Vauban. O meglio, non ci ho mai creduto fino a oggi. È Gino che ha fatto circolare questa storia della fortezza di Vauban. “Prima di tutto dovresti dirmi chi è questo Vauban”, avevo detto a Gino. Gino, si sa, non conosce il discorso diretto. Ti guarda, tace per qualche istante, ficca le mani in tasca e poi proclama: “Eh, Vauban, Vauban. Mica si può dire così in due minuti chi era Vauban”. E la molla lì, muto. Ha la barbetta a punta come quella di Lenin, Gino. I pochi capelli biondi che gli orlano la testa regalano alla fronte ampia e tonda un territorio sconfinato. Gli occhi sono celesti e quasi si fondono nel biancazzurro della cornea. E ti guarda, ti guarda con quella sua faccia da monaco russo e ripete: “Eh, Vauban…”. Poi se

