29 Ribò scala il muretto. Lo seguo. Un balzo e siamo dall’altra parte. Procediamo lenti, cauti e ingobbiti nel buio più totale, tenendo le mani basse, alla maniera di quei tonti che entrano in mare bagnandosi preventivamente le mani e i polsi. La superficie della parete laterale della casa è liscia. Qui, Ribò dà inizio a un lavoro nuovo. Con entrambe le mani aperte e le dita allargate tasta e titilla ogni anfratto, ogni recesso, ogni angolo, ogni ricetto, ogni commessura della superficie verticale. Mi fa cenno di imitarlo. Mi fa capire che devo cercare i cavi nascosti. Lui si accanisce intorno alle finestre e alle porte, io me la vedo con il resto. Ma mentre io mi sforzo di non sembrare ebete, perché davvero non so come si cerchi un cavo in un muro, lui si inginocchia, si acquatta, a

