«Povera figliaccia di mamma sua!» Appena giù dal tassì, davanti al portone di San Fedele, il giovanotto si fece venire le convulsioni. Un vecchio trucco. «Eccoci serviti!» mormorò tra i denti il brigadiere di scorta. «Su, ragazzi, afferratelo alle gambe e alle braccia...». I due agenti s'erano gettati sull'energumeno, che springava calci come un ossesso. Il brigadiere ne ricevette uno in uno stinco e bestemmiò. Dal portone uscirono due carabinieri e altri agenti. Fu tutto un ammasso di corpi in convulsione attorno a quel finto epilettico. Lui aveva la bava alla bocca e strabuzzava gli occhi. Non gli si vedeva – quando si riusciva a guardarlo in volto – che il bianco della cornea. Finalmente, legandolo con le cinghie che si erano tolte dai pantaloni, riuscirono a immobilizzarlo e lo po

