Il «parco dei cervi»

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Il «parco dei cervi» Mentre aspettava che il fratello di Norina comparisse, De Vincenzi diede un'occhiata all'armadio in cui stavano rinchiusi i quattro ferri chirurgici e il camice bianco, che era di cotone troppo comune per avere appartenuto al professore Magni. «I camici del Professore sono di puro lino... Era una sua civetteria aver ferri di molto valore...». Quello rimaneva un mistero. «Prego consegnare alla Questura». Chi era stato il padrone di quei ferri e di quel camice? E perché glieli avevano mandati? «Venite avanti». Il giovanotto avanzò con quel suo passo caratteristico, dimenando i fianchi e gettando avanti una spalla dopo l'altra. Non era più lo scamiciato di quella notte, in cui lo avevano portato lì dentro legato con le cinghie. Indossava l'abito del suo tristo mestie

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