Battute d'aspetto Dal momento in cui si trovò per la strada – uscito appena dall'appartamento, che aveva protetto i molteplici amori del senatore Magni, De Vincenzi compì i più strani e apparentemente scriteriati atti della sua carriera di commissario. Persino Sani, che aveva cieca fiducia in lui, dovette chiedersi se il suo immediato superiore non avesse per caso perduto il controllo dei propri centri inibitori. Si sarebbe detto che il profumo acre e denso di quelle stanze, in cui non penetrava mai la luce del giorno, gli fosse salito, attraverso le nari, al cervello, operando su di lui come un etere. Tornato a San Fedele, quando Sani gli ebbe annunziato l'arrivo del dottor Verga, egli, che pure aveva mandato Cruni a prenderlo a casa, non volle riceverlo. «È realmente ammalato, e per

