CAPITOLO 22 Appena varcata Porta Valle, Andrea si ritrovò circondato da una folla festante, che già in quelle vie periferiche prendeva d’assalto le varie bancarelle che esponevano la più disparata varietà di merci. Dalle stoffe, alle calzature, ai ferri di cavallo, alle opere di fine artigianato, alle corde, alle pentole di rame, ai cestini di vimini, agli oggetti artistici, quali arazzi, quadri, ma anche collane, braccialetti, monili e piccoli oggetti di oreficeria. Il vento, a vampate, faceva giungere alle narici forti odori, ora di spezie, ora di sapone di Aleppo, ora di salamoia. Sembrava una Babele, tanti e tali erano gli idiomi, dialetti delle varie parti d’Italia, ma anche lingue straniere, che si intrecciavano e si mescolavano tra loro. Era un mercato strano, del tutto disordinato

