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28«Co-Co-Cos’è che è f-f-falso?», chiedo all’ispettrice, sostituta di Franco Bonora. All’anulare esibisce una grossa fede d’oro. Scintillano le sue pupille castane, assetate di sangue. È truccata pesantemente. La sua messa in piega è scultorea, degna di Michelangelo. «Non è vero che è falso!», urla l’ospite disperata. Scruto le mani della biondina. Sono mani da pianista. È vestita di rosa e di rosso da capo a piedi, scarpe incluse. Il suo viso è acqua e sapone. «Questo passaporto!», esclama la poliziotta come se odiasse anche me. A bordo della carrozzina, entro nell’ufficio. Afferro il documento con una certa fatica: l’ispettrice non muove un mignolo per darmelo. «Non è vero che è falso!». Sssh… faccio sorridendo appena. Esamino il passaporto. Lo giro e lo rigiro tra le mani ball

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