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62Claudio Buriani esce dall’appartamento con le scarpe in mano. Al piano terra, le infila. Fuori dal condominio, scuotendo il capo, guarda con tristezza la targhetta sul campanello del citofono: Patruno – Fellini. Abbandona il quartierino delle Case Nove percorrendo Fondamenta de Canaregio: un selciato spazioso, largo e lungo, senza ponti. Transita davanti all’entrata dell’ex ghetto ebraico. Getta uno sguardo. Vede calli ombrose e negozi sbarrati. Per deformazione professionale vorrebbe scoprire il motivo di quella serrata. Uno sciopero? La quarantena? Non vedo indicazioni... Evidentemente, dietro questo “spegnimento generale” c’è un’intesa tra i dirimpettai di Calle del Gheto. Ghetto… Potrebbe trattarsi di una festività ebraica. Purtroppo non c’è tempo per approfondire. L’orolo

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