63Marika attraversa Piazzale Roma. Guarda attorno a sé. Non vede Celeghín. Si illude di averlo seminato. Le signore del Papadopoli non hanno neppure provato a seguirla. La ragazza torna al suo obiettivo primario. Occorre raggiungere l’ingresso sud della questura. Mancano ancora settecento metri. Però rimane un problema: come riuscire a far pervenire il plico senza metterci la faccia? Più la giovane si approssima alla questura, più rallenta il passo. La stagista scorge la sede della polizia ogni santa mattina, quando ci passa davanti con la corriera, un’ora e dieci minuti dopo la partenza da Cavàrzere. Di solito avvistare le bandiere – Italia, Unione Europea, Regione del Veneto – che sventolano dal gigantesco stabile, per Marika si traduce nell’enunciato “sono arrivata”. La ragazza

