72Suona il campanello. «Vedo chi è», dice il vecchio Ugo alzandosi da tavola. Non gli costa fatica interrompere la cena: è diabetico; dover mangiare “misurato” gli toglie il piacere della cosa. Moglie e nuora lo guardano afferrare il citofono. Il nipotino continua imperterrito a nutrirsi di zuppa inglese. «Sì?», fa Ugo Buriani. «Ho le pizze», risponde una voce strana. Bassa. Rauca. Forse contraffatta. L’anziano guarda le donne di casa: «Avete ordinato delle pizze?». «No», rispondono moglie e nuora. «Non ci serve niente», conclude Buriani. «Aspetti!», esclama l’uomo dalla voce rozza, sozza. «’Ste dodici pizze le ha ordinate oggi una bella mora. Ha detto di portarle qui. Ricordo che ha un figlio di nome Cesare». «Sara!», esclama Ugo Buriani. «Parla tu con questo energumeno. Io non

