81Eccoci nel mio divertente ufficio in stile Germania Est. In questura. Man mano che la notte si trasforma in giorno, Andi mi mostra le centinaia di fotografie che ha scattato con lo smartphone. «Venezia…», ripete. «Com’è incredibilmente bella… Vero?». Lei non può saperlo: questa benedettissima parola, “Venezia”, ormai mi ripugna. Mi sconvolge. Certo, io e la giovane ungherese siamo diventati grandissimi amici. Tanto che, vedendomi stamattina all’attracco, è salita con me sulla barca de “Il Circo!” e mi ha accompagnato spontaneamente al lavoro. I suoi sguardi costituiscono domande silenti. Sono spiacente: non riesco a parlare apertamente. Non posso spiegare ciò che è avvenuto a casa mia. Non ci riesco Mi sento bloccato. Fermo. Il versante ombroso della mia mente impone il silenzio

