CAPITOLO II

763 Parole

CAPITOLO II Mario Mario era uscito disperato da casa Gillenormand. Vi si era recato con una piccola speranza e ne usciva con una immensa disperazione. Del resto, e coloro che hanno osservato i primi sviluppi del cuore umano lo comprenderanno, il lanciere, l’ufficiale, lo scimunito, il cugino Teodulo non avevano lasciato alcuna ombra nella sua mente: manco per sogno. Il poeta drammatico, in apparenza, potrebbe sperare qualche complicazione, in seguito ad una siffatta rivelazione fatta a bruciapelo al nipote dal nonno; ma quel che il dramma guadagnerebbe, andrebbe a scapito della verità. Mario era in quell’età in cui, di male, non si crede a nulla; più tardi, viene l’età in cui si crede a tutto. I sospetti non sono che rughe, e la prima gioventù non ne ha; ciò che sconvolge Otello, pass

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