CAPITOLO III Le peripezie dell’evasione Ecco quant’era accaduto quella notte stessa alla Force. Un’evasione era stata concertata fra Babet, Brujon, Gueulemer e Thénardier, sebbene quest’ultimo fosse in segregazione. Babet aveva eseguita la faccenda per suo conto, quel giorno stesso, come il lettore ha saputo dal racconto di Montparnasse a Gavroche. Montparnasse doveva aiutarli dall’esterno. Brujon, che aveva trascorso un mese in una cella di punizione, aveva avuto il tempo, prima, di filarvi una corda e, in secondo luogo, di maturarvi un progetto. Un tempo, quei luoghi severi in cui la disciplina della prigione abbandona il condannato a se stesso, si componevano di quattro muri di pietra, di un soffitto di pietra, di un pavimento di pietra, d’una branda, d’una finestrella con inferr

