CAPITOLO III “ Foliis ac frondibus” Quel giardino così abbandonato a se stesso da oltre mezzo secolo era divenuto straordinariamente incantevole. I viandanti di quarant’anni fa si fermavano per la via a contemplarlo, senza neppure immaginare i segreti ch’esso celava dietro le sue fresche e verdi profondità. Più d’un sognatore, in quell’epoca, ha lasciato penetrare parecchie volte lo sguardo e il pensiero attraverso le sbarre dell’antica cancellata chiusa a catenaccio, contorta, vacillante, infissa in due pilastri inverditi e muscosi e bizzarramente incoronata di un frontone d’arabeschi indecifrabili. V’erano, in un angolo, una panca di pietra, una o due statue coperte di muffa e qualche pergola schiodata dal tempo, che imputridiva sul muro; del resto, né viali né aiuole e gramigna dap

