XXI Melo Sferrazza da vicino era ancora più gigantesco e massiccio di come Bonanno lo ricordasse. Lo conosceva da tempo, lo sapeva tipo ursigno. Fedelissimo del cavaliere Lo Sicco, ne sovrintendeva le proprietà: oliveti, vigneti, masserie, allevamenti. Leggendaria era la sua forza. Si narrava che in gioventù fosse capace di sollevare coi denti due sacchi di frumento. Aveva compiuto cinquantatré anni e conservava un fisico erculeo. Mai Bonanno avrebbe sospettato che Melo Sferrazza, aria mansueta e mani callose, taciturno per carattere, fosse capace di ammazzare un uomo. Eppure la registrazione non lasciava dubbi. Perfino in un posto dimenticato da Dio come la Montanvalle, una parvenza di giustizia continuava a esistere. La conversazione era limpida come l’aria frizzante di quei mattini. L

