Inseguirono Salomone nei meandri dei canali telematici, scovarono uno dopo l’altro i nidi dove l’upupa si nascondeva e deponeva le sue uova putrescenti alimentate dalla paura e dall’innocenza dei bimbi. Con Salomone finirono dentro centinaia e centinaia di adepti. Il giro si rivelò vastissimo. Decine e decine i Paesi coinvolti, la rete si diramava nei cinque continenti. L’operazione scattò in grande stile alle tre del mattino. Era una fredda domenica di fine febbraio. Nuvole grigie velavano l’azzurro. Salomone era stato identificato, un anonimo quarantenne dall’aria mite e paciosa, esperto di computer e impiegato in un museo. Nei fine settimana allenava i ragazzini. Squadra di quartiere. Vivaio inesauribile per adescare le proprie vittime. Una vita come tante altre, insignificante. Anche
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