X Sono tre gli innocenti in attesa. Due maschietti e una femminuccia. L’aria sa di sudore. Il cuore pulsa veloce. Conoscono quel retrobottega, sanno a cosa servirà la telecamera montata sul cavalletto. Sono adusi al suo ronzio. Dovrebbero essere a scuola a quell’ora, ma lo zio “sciancatu” li aspettava sulla Cinquecento bianca. Un colpo di clacson per avvertirli. Oggi è il giorno speciale. Due volte al mese cade quel giorno. Altre sono le lezioni che li attendono. Non possono sottrarsi. Sono cani randagi spersi nei quartieri dormitorio di una città troppo presa dai suoi affanni per curarsi di loro. Sono cani pulciosi. Non hanno voce. Né identità. Sono soli. Nessuno li verrà a cercare. Nessuno reclama la loro assenza a scuola. Sono carne da frollare. Da impastare. Da immolare. Da riprender

