XI Se in casa del morto ammazzato non avevano trovato nulla di interessante, l’auto s’era rivelata una miniera d’oro. Bonanno non riusciva a capacitarsi. Guardava le fotografie che avevano rinvenuto ben occultate sotto il sedile. Le girava e le rigirava, osservandole da ogni prospetto: di sopra, di lato e perfino di profilo, quasi a voler perforare la carta patinata e carpirne i muti segreti. Avvinghiato alle cosce nude di una pantera mulatta, c’era l’ingegnere Alfonso Riccobono, lo stesso che Steppani sere prima non era riuscito a fotografare mentre si intratteneva con altre ragazze. Che fosse lui non c’erano dubbi, così come nessun dubbio sussisteva sull’avvenenza della prostituta che profondeva impegno nel simulare un falso piacere. Un amplesso violento, animalesco, antico. Bonanno n

