XIX-1

2014 Parole

XIX Sua madre lo aspettava. Era sprofondata nel divano, le si intravedeva appena la testa piccola, pareva un uccellino con le penne canute e arruffate. Dal televisore acceso arrivavano le grida sguaiate dei concorsi a premio, mentre una voce di donna, rozza anche quella, annunciava il vincitore. Bonanno pensò che le femmine si erano involgarite. Rimaneva Rosalia, donna garbata, luminosa, un terremoto dei sensi. La tavola era ancora apparecchiata, i piatti coperti da altri piatti perché rimanessero in caldo. Bonanno si sedette, ma appena fu atterrato sulla sedia, le gambe diventarono di legno pesantissimo, due tronchi buttati là, e la testa cominciò a ronzare. Era l’orrore, il pensiero di quel bambino in balìa dei mostri, l’idea di una creaturina indifesa che si credeva angelo caduto all

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