XVIII Il giuramento di Bonanno rimase per lunghi secondi sospeso tra loro. Poi Rosalia si alzò, gli prese le mani nelle sue e, guardandolo occhi negli occhi, sussurrò: “Io credo in lei, Saverio, sono certa che Michelino ritroverà il sorriso perduto”. Da tempo scordato Bonanno non riceveva una simile iniezione di fiducia da parte di una donna. Semplice, diretta, speciale. Si sentì inondare da una marea schiumosa di sentimenti confusi, un benefico senso di calore lo avvolse, il rossore tornò ad accendergli le guance. “La ringrazio, Rosalia, lei è molto gentile” trovò modo di balbettare. Continuava a fissarla dimentico delle angustie del caso. Non era più il maresciallo Bonanno a colloquio con una sensibile assistente sociale, ma un uomo goffo, avvelenato dai chili di troppo e da un’infini

