IV

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IV Quella notte Bonanno dormì poco e male. Addossò la colpa alla cena, ai quattro bruciuluni che aveva mangiato nonostante le occhiate severe di donna Alfonsina. Grosse e tenerissime fette di vitello, farcite con uova sode, pisellini di campagna, bocconi di pecorino nostrano, un filo d’olio, cipolletta tagliata fine e rosmarino. Si soffriggono da un lato e dall’altro finché la carne non butta gli umori e si dora, quindi si incorpora la salsa e mezzo peperoncino, e si lascia cuocere a fuoco lento. Oltre ai borbottii di stomaco, però, aveva patito un sogno angoscioso. E quello non c’entrava nulla coi bruciuluni. Il volto verdognolo, attraversato da lampi perlacei, di Musicchia lo fissava con occhi supplichevoli dalla buca resa scivolosa dalla pioggia. Bonanno protendeva la mano per aiutar

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