Sicurezza

924 Parole
Sole Fisso la finestra, ormai è giorno Sono le sei del mattino e io non ho chiuso occhio tutta la notte Ciro è un gran bastardo, ha ottenuto quello che voleva e mi ha trattata di nuovo male E io che mi sono pure fidata! La colpa è sempre mia e ne sono consapevole. Voglio farmi trattare come una prostituta, sono io che me le cerco.. Mi alzo dal letto e m'immergo sotto l'acqua fresca della doccia, rilasso i muscoli e insapono il mio corpo Tocco la coscia dove ieri sera mi baciava Ciro e chiudo gli occhi, per un secondo sembra davvero che mi stia toccando lui Accarezzo le mie spalle e dal riflesso del vetro noto un succhiotto viola sul mio collo Porto una mano sulla fronte e trattengo le lacrime Bastardo..  Pochi minuti dopo sono già vestita e pettinata Esco dalla camera e per poco non mi viene un infarto "Edo che cazzo!" Edoardo "Non ti ho sentito entrare.." "Sono arrivato da poco" Parlo mentre la osservo Indossa un vestitino celeste e ha i capelli raccolti in una treccia, è stupenda "Devo andare a lavoro tra poco" Parla sorseggiando una tazza di caffè Osservo la sua bocca incantato "T'accumpagn ij" Lei annuisce Appena finisce di fare colazione scendiamo di casa e la porto in moto davanti all'ospedale "Edo.."  Li faccio cenno di parlare "Quando finirà tutta questa pagliacciata?" Sbuffa innervosita  "Non mi piace essere controllata" "O sacc, lo facciamo per la tua sicurezza Sole" "E come lo risolvete questo problema?"  "Ci stiamo lavorando, è complicato" Ciro si dovrà fidanzare con un'altra donna per far credere alla famiglia Adelfi che Sole non è niente per lui, solo così la lasceranno stare  Ma come glielo spiego?  So bene che Sole prova qualcosa per lui e da una parte ci sto male.. "Io entro, si è fatto tardi" Abbassa la testa delusa  "Sole ti prometto che tutto questo finirà presto"  Lei annuisce "Ciao Edo a dopo" Detto questo sparisce dietro al portone marrone dell'ospedale Ciro  Mi trovo al Club, inginocchiata davanti a me c'è Rosa la mia puttana Stringo forte i suoi capelli biondi e butto la testa sulla sedia Per un momento immagino che al posto suo ci sia Sole, quell'aria da bambina e il fisico perfetto Porto una mano dietro alla testa di Rosa e spingo la mia erezione più in profondità  La sento tossire Abbasso la testa e noto il suo trucco tutto sbavato sul viso Che schifo! Le tirò uno schiaffo in piena faccia e mi rialzo "Nun si bon a fa nient, vatten" Lei si alza da terra in lacrime e corre al piano di sotto Apro il cassetto della mia scrivania e prendo un altro po' di cocaina La tiro su tutto di botto e torno rilassato Qualcuno bussa alla mia porta "Avanti" Urlo ripulendo tutto velocemente "Ciro" "Papà"  "T'aggia parlà" Si siede difronte a me L'osservo, il nodo alla cravatta impeccabile e il suo sguardo duro Una parte di me l'ha sempre ammirato Ma non è grazie a lui se sono come sono, è grazie a mio nonno "Che succiess?"  "Che bel posto che hai aperto Cirù, brav" Mi da uno schiaffetto in faccia Non rispondo, mi limito a guardarlo male  "Alló?" Domando scocciato "Cosa sei venuto a fare?" "Voglj sapè na cos" Incrocia le braccia "Pcchè e chiammat a Scìanel?" "Quella è la figlia del nostro avvocato, la sorella di Angela, la moglie di Adam" C sfaccim stai cumbnand?" "Non mi hai sempre detto di trovarmi una donna? E mo che me la trovo non ti va bene?" Sorrido falsamente "Ah si? Vuoi quella zoccola come donna? Ij t conosc Cirù, c'è sotto qualcosa" "M n'aggia ij, ho da fare" "C'entra qualcosa una certa Sole?" Divento di pietra  Sole "Pasquale è in camera?" Domando bussando alla porta  "Si vieni Sole" Mi sorride Entro nella sua stanza con il carrello, e lo trovo affacciato alla finestra che fuma "Signor Pasquale lei non dovrebbe fumare" Sgrano gli occhi Ha un tumore ai polmoni, Cristo.. "È finita tanto" Mi sorride e lancia giù la sigaretta  Rido sotto ai baffi e inizio a togliere le lenzuola sporche Appena ho finito di cambiare il letto prendo il signor Pasquale sotto braccio e lo accompagno in mensa Vedo Alida salutarmi in lontananza Ricambio il saluto e lei dopo poco si avvicina "Ciao Sole"  "Ciao Ali" "Oggi è il mio compleanno e vorrei festeggiarlo ma non ho molti amici qua a Napoli"  Si ricordo, lei è di Torino mi pare "Che ne dici se andiamo a ballare sta sera?" Domanda "Ballare" Sgrano gli occhi Non ci sono mai andata a dire la verità "Ehm.." "Dai, mi vuoi lasciare da sola il giorno del mio compleanno?" Mette il muso "Va bene" Ridacchio "Ci vediamo sta sera alle 9 sotto casa tua, ti passo a prendere" Mi strizza l'occhiolino e saltella via La osservo e non posso far a meno di pensare che è veramente buffa e simpatica "Oh no, signor Pasquale quello non è il suo pranzo!" Ho appena finito il turno di lavoro, esco dall'ospedale e trovo Edo che mia aspetta seduto sul motorino "Sole" Sorride "Ciao" Mi avvicino e li stampo un bacio sulla guancia Lui spalanca la bocca e diventa tutto rosso "Ehm.. stai bene?" "S-si.. ti porto a casa"  Corruccio le sopracciglia e annuisco "Ah Edo, sta sera vado a ballare con una mia amica" Vedo i suoi occhi sgranarsi poi inizia a fare no con la testa "Ciro ti ammazza lo sai?" "Di Ciro non me ne frega niente!"
Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI