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IL SISTEMA ||MAFIA ROMANCE||

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Trafiletto

Ciro, un ragazzo di appena diciott'anni con un brutto passato alle spalle, è il secondo genito di una famiglia mafiosa napoletana, la famiglia Ricci

Lui, insieme a suo fratello e suo padre, gestisce degli affari illeciti come lo spaccio di droga, traffico di donne e molto altro

Questo ragazzo non ha mai conosciuto l'amore, è cresciuto solo con le leggi della camorra

Non ha pietà, non ha rimorsi e non ha paura

La gente in città lo definisce 'il diavolo'...

LA STORIA È ❗️SOLO❗️PER UN PUBBLICO ADULTO.

ALCUNE SCENE E PERSONAGGI SONO PRESI DALLA FICTION 'MARE FUORI'?‼️

Buona lettura..

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Va tutto male
Sole Scendo di corsa le scale di casa inciampando su qualche gradino rotto e finalmente torno a respirare un'aria più pulita, o forse era meglio l'odore di muffa delle mie scale.. "Tata ho fame!" Strilla mia nipote  "Lo so Martina, ora ti riporto a casa e fai merenda va bene?" Sorrido sforzata sperando in un 'si' ma lei, come immaginavo, mette il muso Alzo gli occhi al cielo e la prendo in braccio "Lasciami giù, voglio il gelato!" Urla in lacrime "Tua mamma non vuole che lo mangi, lo sai com'è" Sbraito ricordandomi della stronza di sua madre Una ragazza antipatica e piena di rancore Cammino venti minuti con Martina in braccio, fino a quando non arrivo davanti a casa di mio fratello Una villetta ben messa dall'aria costosa "Ma quanti soldi ha cazzo!" Parlo senza accorgermene  Da quando si è sposato con Angela è pieno di soldi, e pensare che io vivo in una misera casetta che tra poco cade a pezzi  "Cazzo?" Ripete Martina spalancando la bocca "Oh no, no no no!" Sgrano gli occhi "Non si dice!"  La lascio scendere a terra e citofono a casa sua "Cazzo, cazzo cazzo, zia cazzo!" Porto le mani davanti agli occhi "Martina no!" Cerco di essere rigida ma con lei non riesco proprio  È molto buffa "Sole, ti avevo detto che sarei venuto io a prendere la bambina" La voce di mio fratello giunge alle mie orecchie Mi volto verso il cancellone bianco e lo vedo, in ottima forma come sempre, che avanza verso di noi I suoi capelli marroni sono pettinati perfettamente di lato e i suoi vestiti profumati risaltano il suo fisico muscoloso "Papà!" Urla Martina saltandogli addosso "Principessa" "Ciao Adam, lo so ma sono in ritardo, dovevo già essere a lavoro da dieci minuti" Guardo orologio al mio polso, le sei e dieci di sera Il mio capo mi ucciderà o peggio, mi licenzierà "Va bene, grazie comunque"  "Non c'è problema" Sorrido voltandomi "Adam, non mi avevi detto che era tua sorella la nuova baby sitter di nostra figlia" È Angela, riconoscerei la sua voce stridula lontana mille chilometri  Mi volto verso di lei e le sorrido  "Ciao anche a te Angela, è un piacere rivederti" Lei mi squadra da testa a piedi "L'hai pagata almeno?" Parla a bassa voce vicino all'orecchio di mio fratello, nonché suo marito Spalanco la bocca, guardo mio fratello che, come sempre, abbassa la testa senza dire una parola "Non ho bisogno dei vostri soldi, è mia nipote e la tengo con piacere a casa mia" "Certo, vieni Marti facciamo un bel bagno e leviamo tutta questa sporcizia" Scuoto la testa scioccata "Ciao zia Sole" Mi saluta mia nipote prima di camminare mano nella mano con sua madre "Ciao Marti, ci vediamo presto!" Sventolo la mano Lei è così diversa da sua mamma, è dolce e simpatica come bambina Guardo mio fratello sperando che dica una parola ma non lo fa, mi saluta con un cenno di testa e se ne va Rimango molto male a questo gesto, stringo la borsa sulla mia spalla e m'incammino nella direzione opposta Io e Adam abbiamo sempre avuto un bel rapporto nonostante la differenza di età, io diciassette anni e lui venticinque Eravamo inseparabili da piccoli e guai a chi mi rispondeva male, era sempre pronto a picchiarsi per difendermi mentre ora.. da quando ha conosciuto Angela è cambiato Non è più lo stesso.. Non mi chiama mai, mi tratta come se fossi la prima sconosciuta che incontra per strada e fa di tutto pur di evitarmi Non ci sono più neanche mamma e papà e, come se non bastasse quando Adam si è spostato è venuto a vivere qua a Napoli e io per non restare da sola l'ho seguito abbandonando tutti i miei progetti a Milano Ora è un anno che abito qua ma era meglio se restavo nella mia città, almeno avevo i miei amici e un lavoro assicurato  Qua sono sempre sola e ho un misero lavoro dove mi pagano cinque euro l'ora  Tra un pensiero e l'altro sono arrivata difronte al ristorante dove lavoro  Apro la porta in vetro ed entro La prima cosa che vedo è il mio capo appoggiato al muro che mi guarda male L'ansia sale sempre di più  "Giuseppe mi scusi il ritardo io.."  "Sei licenziata!" Sgrano gli occhi "Cosa? No, aspetti.. Mi dispiace ho avuto un problema ma le prometto che non capiterà più"  "Vatten Sole, nun t voglj cchiù vrè"  I miei occhi si riempiono di lacrime "Ho bisogno di questo lavoro la prego.." "NUN È SENTIT? T'AGG RITT E ASCÌ" Mi spinge fuori dal negozio "NON TI FARE PIÙ VEDERE" Urla prima di chiudermi la porta in faccia Rimango ferma a fissare il vuoto E ora come pago l'affitto? Come mangio, come campo..? Porto una mano davanti alla bocca e mi siedo sulla prima panchina che trovo Per una volta che ho fatto ritardo, per una cazzo di volta mi licenzia! "Ma vaffanculo!" Urlo contro al negozio La gente si gira a guardarmi Pensano che io sia pazza, non è così! Ho solo fame e non ho un euro in tasca, non so nemmeno quanto resisterò ancora in quella casa senza pagare...

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