Sole
Scendo di corsa le scale di casa inciampando su qualche gradino rotto e finalmente torno a respirare un'aria più pulita, o forse era meglio l'odore di muffa delle mie scale..
"Tata ho fame!" Strilla mia nipote
"Lo so Martina, ora ti riporto a casa e fai merenda va bene?" Sorrido sforzata sperando in un 'si' ma lei, come immaginavo, mette il muso
Alzo gli occhi al cielo e la prendo in braccio
"Lasciami giù, voglio il gelato!" Urla in lacrime
"Tua mamma non vuole che lo mangi, lo sai com'è" Sbraito ricordandomi della stronza di sua madre
Una ragazza antipatica e piena di rancore
Cammino venti minuti con Martina in braccio, fino a quando non arrivo davanti a casa di mio fratello
Una villetta ben messa dall'aria costosa
"Ma quanti soldi ha cazzo!" Parlo senza accorgermene
Da quando si è sposato con Angela è pieno di soldi, e pensare che io vivo in una misera casetta che tra poco cade a pezzi
"Cazzo?" Ripete Martina spalancando la bocca
"Oh no, no no no!" Sgrano gli occhi
"Non si dice!"
La lascio scendere a terra e citofono a casa sua
"Cazzo, cazzo cazzo, zia cazzo!"
Porto le mani davanti agli occhi
"Martina no!" Cerco di essere rigida ma con lei non riesco proprio
È molto buffa
"Sole, ti avevo detto che sarei venuto io a prendere la bambina" La voce di mio fratello giunge alle mie orecchie
Mi volto verso il cancellone bianco e lo vedo, in ottima forma come sempre, che avanza verso di noi
I suoi capelli marroni sono pettinati perfettamente di lato e i suoi vestiti profumati risaltano il suo fisico muscoloso
"Papà!" Urla Martina saltandogli addosso
"Principessa"
"Ciao Adam, lo so ma sono in ritardo, dovevo già essere a lavoro da dieci minuti" Guardo orologio al mio polso, le sei e dieci di sera
Il mio capo mi ucciderà o peggio, mi licenzierà
"Va bene, grazie comunque"
"Non c'è problema" Sorrido voltandomi
"Adam, non mi avevi detto che era tua sorella la nuova baby sitter di nostra figlia" È Angela, riconoscerei la sua voce stridula lontana mille chilometri
Mi volto verso di lei e le sorrido
"Ciao anche a te Angela, è un piacere rivederti"
Lei mi squadra da testa a piedi
"L'hai pagata almeno?" Parla a bassa voce vicino all'orecchio di mio fratello, nonché suo marito
Spalanco la bocca, guardo mio fratello che, come sempre, abbassa la testa senza dire una parola
"Non ho bisogno dei vostri soldi, è mia nipote e la tengo con piacere a casa mia"
"Certo, vieni Marti facciamo un bel bagno e leviamo tutta questa sporcizia"
Scuoto la testa scioccata
"Ciao zia Sole" Mi saluta mia nipote prima di camminare mano nella mano con sua madre
"Ciao Marti, ci vediamo presto!" Sventolo la mano
Lei è così diversa da sua mamma, è dolce e simpatica come bambina
Guardo mio fratello sperando che dica una parola ma non lo fa, mi saluta con un cenno di testa e se ne va
Rimango molto male a questo gesto, stringo la borsa sulla mia spalla e m'incammino nella direzione opposta
Io e Adam abbiamo sempre avuto un bel rapporto nonostante la differenza di età, io diciassette anni e lui venticinque
Eravamo inseparabili da piccoli e guai a chi mi rispondeva male, era sempre pronto a picchiarsi per difendermi mentre ora.. da quando ha conosciuto Angela è cambiato
Non è più lo stesso..
Non mi chiama mai, mi tratta come se fossi la prima sconosciuta che incontra per strada e fa di tutto pur di evitarmi
Non ci sono più neanche mamma e papà e, come se non bastasse quando Adam si è spostato è venuto a vivere qua a Napoli e io per non restare da sola l'ho seguito abbandonando tutti i miei progetti a Milano
Ora è un anno che abito qua ma era meglio se restavo nella mia città, almeno avevo i miei amici e un lavoro assicurato
Qua sono sempre sola e ho un misero lavoro dove mi pagano cinque euro l'ora
Tra un pensiero e l'altro sono arrivata difronte al ristorante dove lavoro
Apro la porta in vetro ed entro
La prima cosa che vedo è il mio capo appoggiato al muro che mi guarda male
L'ansia sale sempre di più
"Giuseppe mi scusi il ritardo io.."
"Sei licenziata!"
Sgrano gli occhi
"Cosa? No, aspetti.. Mi dispiace ho avuto un problema ma le prometto che non capiterà più"
"Vatten Sole, nun t voglj cchiù vrè"
I miei occhi si riempiono di lacrime
"Ho bisogno di questo lavoro la prego.."
"NUN È SENTIT? T'AGG RITT E ASCÌ" Mi spinge fuori dal negozio
"NON TI FARE PIÙ VEDERE" Urla prima di chiudermi la porta in faccia
Rimango ferma a fissare il vuoto
E ora come pago l'affitto?
Come mangio, come campo..?
Porto una mano davanti alla bocca e mi siedo sulla prima panchina che trovo
Per una volta che ho fatto ritardo, per una cazzo di volta mi licenzia!
"Ma vaffanculo!" Urlo contro al negozio
La gente si gira a guardarmi
Pensano che io sia pazza, non è così! Ho solo fame e non ho un euro in tasca, non so nemmeno quanto resisterò ancora in quella casa senza pagare...