Federico Tasso aveva vent'anni, era al primo anno di università. I suoi genitori erano insegnanti delle elementari e, fin da piccolo, lui era sempre stato al centro dell’attenzione. Alle elementari, perché i suoi genitori erano insegnanti. Alle medie e al liceo, perché andava bene a scuola. Era uno dei soli due studenti del suo istituto ad essere riusciti a entrare all’Università di Milano. Pensava che anche lì avrebbe brillato. Ma non fu così. Nel dormitorio, il più popolare era il ragazzo ricco: quello che ogni settimana faceva venire una domestica due volte a pulire la stanza. Nei lavori di gruppo, tutti facevano a gara per stare con lui. I voti, di cui Federico era sempre stato orgoglioso, lì erano solo il biglietto d’ingresso. Per distinguersi davvero, serviva altro. Federico

