- Isaac! Isaac… riesci a vedermi? Dimmi qualcosa… Sentì il suo fiato sopra di lui: se avesse forzato i lacci avrebbe potuto sfiorarle un braccio… quel braccio. - Cosa ti è accaduto? Perché quei segni? – si sentì dire in tono appena percettibile, come da un’altra lontanissima dimensione. - Amore mio… Ti amo, ti amo, ti amo. Piangeva come una bambina: alla fine dovette farle capire coi propri gemiti che non era il caso che continuasse a stringerlo così. La lama gli si insinuava nelle carni con rinnovata pressione, e anche lei dovette rendersi conto della gravità delle ferite, perché si scostò terrificata, le mani premute contro la bocca. - Cosa ti hanno fatto? - Ti amo anch’io… Non piangere, ti prego. - Voglio che andiamo via, Isaac. Voglio che torni tutto come prima. - Tornerà tutto

