Logan rivolge l'ennesima occhiata seccata a Catherine.
Non è difficile: deve andare con Jake a Holmes Chapel perché Harry è in un fottuto ospedale… e quasi sicuramente solo per colpa sua; deve andarci perché rischia di impazzire, altrimenti. E non può perdersi a pensare a cazzate come implorare sua madre di lasciarlo partire.
Non c'è tempo per fare questo.
Ma la donna sembra di tutt'altro avviso, perché lo guarda storto, poi fissa Jake, pronto con una mano sulla maniglia della porta, e poi di nuovo lui. «Non mi piace questa cosa che fai avanti e indietro in continuazione, Logan.»
«Infatti non ho intenzione di fare avanti e indietro.»
«Come?»
Logan preme le unghie nei palmi delle mani e respira. «Questa volta resterò a Holmes Chapel per un po', finché non sarò certo delle buone condizioni di Harry.»
E finché non avrò sistemato la mia vita.
«Sei pazzo?!» Catherine abbassa subito la voce quando il rumore di stoviglie e risate si interrompe, in cucina. L'ultima cosa che entrambi vogliono è che le bambine comincino a fare domande. «Logan. Per favore—»
«Mamma. Io devo andare.» Si passa una mano tra i capelli e sospira. «Ti racconterò tutto, ogni cosa. Ma non adesso. Ti prego, lasciami andare da lui. Ho vent'anni, cavolo!»
«Dove avresti intenzione di stare, sentiamo.»
Logan si morde il labbro inferiore, preso in contropiede. Cerca una scusa plausibile, perché in effetti non ha ancora pensato a dove andare; lo sguardo gli cade su Jake.
Sua madre lo osserva in attesa e «Da Jake, ovvio» Logan dice, sicuro di sé.
Non si prende il disturbo di controllare la reazione dell'altro ragazzo. Penserà dopo a discuterne con lui, anche perché non ha davvero intenzione di sistemarsi a casa sua. Oltre al fatto che sarebbe una grandissima stronzata, non è sicuro di quali pensieri comincerebbe a produrre la sua testa se dovesse trovarsi a condividere per troppo tempo gli spazi con Jake.
È tutto ancora troppo confuso per azzardarsi a fare una cosa del genere.
Prima deve fare una bella seduta di psicoterapia con se stesso, poi, magari, potrà concedersi di passare del tempo con lui senza sentirsi in colpa, senza ritornare con la mente a due anni prima o senza cominciare a chiedersi come sarebbe.
Sua madre chiude gli occhi e si passa una mano sul volto. «Nemmeno lo conosco, Logan. Un conto è chiamarti perché si presenta alla porta di casa nostra e chiede di te. Un conto è passare sopra al fatto che ha trascorso la notte qui—»
«Mam—»
«No, lasciami finire. Un conto è passare sopra a quello. Ma fare finta di niente mentre prendi e decidi di stare fuori casa per un tempo indeterminato è un'altra cosa.»
Logan fa un passo verso di lei. «Devi solo fidarti di me.»
«Io mi fido di te.» Catherine guarda Jake, poi Logan, poi lascia vagare lo sguardo in cucina. Preme i pugni sui fianchi e sbuffa. «Almeno saluta le ragazze. A tuo padre spiegherò tutto io.»
Gli occhi di Logan si illuminano mentre la stringe in un abbraccio, pieno di tanti “Grazie” che si rincorrono tra loro. Rivolge una veloce occhiata a Jake e «Prepara la macchina» dice, poi corre in cucina dalle sue sorelle. Non intende dire proprio un bel niente a loro, anche perché non capirebbero e lui non saprebbe come spiegare la situazione, perciò si limita a riferire che starà via per un po' e che tornerà presto, e a farsi stringere in una morsa da tutte quante.
Quando corre fuori casa, sotto lo sguardo attento di sua madre, a Logan si accavallano nella testa troppe cose.
Sta per affrontare un viaggio con Jake, un ragazzo che per due anni ha conosciuto come Nathan, con cui ha fatto cose di cui si vergogna e che ha baciato solo la sera prima; sta andando da Harry, che ha appena avuto un incidente, che gli ha dimostrato più di una volta di essere innamorato di lui e con cui ha condiviso momenti di intimità solo due giorni prima; sta lasciando indietro Tyler, l'unica persona su cui ha sempre potuto contare e che gli ha fatto da sostegno ogniqualvolta ne avesse bisogno.
Logan sente Jake mettere in moto; tiene gli occhi vuoti fissi sulla strada e implora a ogni cosa di lasciarlo in pace. Ma incombe tutto su di lui… Sembrano tante pietre che lo colpiscono senza pietà e che aspettano di vederlo crollare.
La madre di Jake ha detto loro solo il poco del quale anche lei stessa era al corrente – dopo aver sfogato tutte le sue urla addosso al figlio per non aver risposto ai messaggi –, perciò la loro unica certezza è che Harry e Caleb sono vivi. Ma la scena che continua a formarsi nella testa di Logan è un Harry attaccato alle macchine, che lentamente perde sempre più energia vitale.
E lui è ancora troppo lontano per sperare di vederlo in tempo.
Ed è così doloroso. Tutto quanto.
Lui sbaglia, la gente si fa male, ma continua a sbagliare e poi chiede scusa senza sapere bene perché. Senza sapere che accidenti sta facendo.
Logan separa i pensieri solo per isolare quello che, al momento, è il più importante: arrivare da Harry e dirgli che gli dispiace. Per ogni cosa.
***
[09:16] Logan: Io e Jake stiamo andando a Holmes Chapel.
[09:16] Logan: So che sei incazzato con me, Tyler, ma Harry e Caleb hanno avuto un incidente.
[09:16] Logan: Non so ancora quanto grave, ma non mi interessa.
[09:17] Logan: Spero leggerai questi messaggi. Ci vediamo là.
***
Harry ha una benda stretta intorno alla testa, e una fasciatura al braccio. Respira normalmente, molto meglio di come sta facendo lui da più di un'ora. A parte qualche graffio e quelle garze bianche in bella mostra, sembra davvero che stia solo dormendo. Caleb spera che sia così, che stia sognando qualcosa di bello e che non si ricordi niente di quello che è successo.
Come lui.
Lui ricorda solo i fari dell'altra macchina, quella che ha invaso all'improvviso la loro corsia. E poi più niente. Dalla ricostruzione degli eventi, che gente esterna ha fatto per loro, a quanto pare è riuscito a evitare un impatto altrimenti mortale. Sono finiti fuori strada, contro un albero; a salvarli è stata sia la sua azione tempestiva che la velocità controllata a cui Caleb stava tenendo la macchina.
Se avesse ascoltato Harry, se avesse premuto sull'acceleratore perché lui doveva arrivare il prima possibile da Logan, di loro non sarebbe rimasto più niente.
Caleb sospira, sconfitto, e si sistema sulla sedia accanto al lettino.
Da subito, non sa che cosa fare.
Sfiora con timore la mano di Harry e immagina di vederla muoversi, pronta a tirargli uno schiaffo in piena faccia. Ma non lo fa e il senso di colpa cresce con la consapevolezza.
L'incidente non è stata colpa sua. Questo è quello che tutti continuano a ripetergli. E effettivamente è vero, ma ci sono molte altre parti di cui lui è responsabile e che hanno reso possibile tutto questo.
Caleb non ha fermato Harry dal prendere le chiavi della macchina e dallo scappare di casa senza avvertire i genitori.
Caleb non ha detto delle intenzioni di Jake a Harry.
Caleb non ha mai cercato di parlare con Logan.
Caleb non ha chiarito fin da subito che Jake è attratto da Logan.
Io non ho.
Caleb non ha fatto un sacco di cose.
Non si è fatto i cavoli suoi, mesi prima: ha cercato Tyler e cominciato a fare di tutto perché Harry riuscisse a conoscere Logan. Magari, se non l'avesse fatto, i due ragazzi non sarebbero altro che uno scrittore e un lettore. E lui non starebbe guardando Harry, sdraiato su un letto d'ospedale, senza la minima forza di prendere il cellulare e avvertire Logan riguardo quello che è successo.
Senza Logan, Harry starebbe meglio?
Senza una persona piena di dubbi, incertezze e problemi, Harry riuscirebbe a stare meglio?
Senza basare la sua vita su qualcuno che non abbandona se stesso a favore di un altro, magari sì.
Dio! Come è arrivato a pensare a queste cose?
Lui non può saperlo. Può solo guardare il suo migliore amico e aspettare.
Aveva detto che se ne sarebbe tirato fuori, invece ci è incastrato fino al collo.
***
[10:15] Logan: Un'ora e siamo lì.
[10:17] Caleb: Logan? Cosa intendi con "siamo"?
[10:17] Logan: Sai benissimo che Jake è venuto a casa mia. Secondo te come faccio a sapere cos'è successo?
[10:18] Caleb: Ok, ok.
[10:18] Logan: Harry sta bene?
[10:18] Caleb: Dicono che potrebbe svegliarsi stasera, o domani... Ma sembra che nessuno lo sappia con certezza.
[10:20] Logan: Stai lì con lui, ti prego.
[10:21] Caleb: Mi hanno lasciato in camera sua solo una decina di minuti.
[10:22] Caleb: Fai in fretta, Logan.
[10:22] Caleb: E fammi il piacere di lasciare indietro i tuoi problemi, ok?